Il ruolo delle obbligazioni è cambiato? Il nuovo approccio alla diversificazione di portafoglio.
Data pubblicazione: 26 settembre 2025
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Negli ultimi decenni la costruzione dei portafogli si è basata sul modello classico 60/40: 60% azioni per la crescita nel tempo e 40% obbligazioni per stabilità e diversificazione nei momenti più complessi di mercato. Questo approccio ha funzionato finché due presupposti hanno retto: bassa volatilità delle obbligazioni e correlazione ridotta con l’azionario.
Oggi, però, entrambi questi pilastri si sono incrinati.
1) La volatilità dei bond è entrata in un nuovo regime.
Dal 2022 i mercati obbligazionari hanno mostrato oscillazioni paragonabili a quelle delle azioni, perdendo la storica funzione di “ammortizzatore” del portafoglio. Le cause?
Inflazione persistente, rialzo dei tassi, livelli record di debito pubblico e tensioni geopolitiche che hanno reso i rendimenti meno prevedibili e la stabilità molto più fragile.
2) Azioni e obbligazioni si muovono sempre più insieme quindi sempre meno in maniera de-correlata.
Dopo la pandemia, la correlazione tra le due asset class è diventata positiva e lo è stata per la maggioranza del "tempo investimenti". Inflazione, crisi delle supply chain, rialzo dei prezzi delle materie prime e shock geopolitici hanno colpito contemporaneamente azioni e bond (esempio principe di questa dinamica è stato il 2022 con ribassi in molte asset class obbligazionario sin più marcati di alcuni benchmark azionari.
Nel 2022 il portafoglio 60/40 USA ha perso quasi il 18%, peggior risultato dal 1937: un segnale inequivocabile che la diversificazione tradizionale non funziona più come prima.
Il contesto attuale richiede quindi un approccio diverso:
- ripensare il ruolo delle obbligazioni come fonte di reddito più che di protezione.
- adottare una gestione attiva, capace di selezionare titoli e settori vincenti in uno scenario ad alta dispersione;
- ampliare la diversificazione includendo asset alternativi (private equity, debito privato, materie prime, infrastrutture) che seguono logiche diverse rispetto ai mercati quotati.
In un mondo dove le vecchie certezze sono venute meno, la vera resilienza del portafoglio nasce da una asset allocation dinamica e consapevole.
👉 Ed è proprio l’asset allocation a determinare gran parte dei risultati di lungo periodo: scegliere male la composizione del portafoglio significa rinunciare a gran parte delle performance che il mercato può offrire. Per questo è fondamentale affidarsi a un consulente che sappia guidare le scelte strategiche in un contesto complesso e in continuo cambiamento.
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